ARTICOLO 54 / “SCHIAFFO” ALL’INPS

09.07.2020
  • ARTICOLO 54 / "SCHIAFFO" ALL'INPS. PUBBLICATE 8 SENTENZE FAVOREVOLI AI MILITARI RICORRENTI EMESSE DALLA CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO DI ROMA NEL MESE DI GIUGNO 2020

RICORRENTI ART. 54 CONTRO L'INPS: UN RISULTATO DI OTTO A ZERO A FAVORE DEI RICORRENTI! ANCHE IN PERIODO DI CORONAVIRUS L'INPS SOGGIACE ALLA CORTE DEI CONTI CENTRALE DI APPELLO. CON LA RIPRESA DEI LAVORI E L'APERTURA GRADUALE DEGLI UFFICI, NEL MESE DI GIUGNO 2020 LA CORTE DEI CONTI SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO DI ROMA HA EMESSO BEN 8 SENTENZE FAVOREVOLI AI COLLEGHI IN PENSIONE, IN MERITO AL RICONOSCIMENTO DELL'ART. 54 (3 sentenze emesse il 23/6 e 5 sentenze emesse il 25/6).

Non c'e' dubbio che il lungo periodo di look down ha rallentato di molto i lavori nei vari Uffici, ma ora stanno arrivando a raffica i ricorsi in appello pendenti presso la Corte dei Conti Centrale di Roma. Sentenze tutte positive e definitive ai colleghi militari.

Cosa dire? Che questa storia non sta danneggiando soltanto i militari che accedono alla pensione, ma danneggia anche e soprattutto i conti dello Stato, dell'INPS e sottrae soldi anche ai cittadini. Se facciamo due conti a spanne, si tratta di due sentenze, una di primo grado e l'ultima in appello. Quanto costa quindi una sentenza definitiva? Un sacco di soldi cadauna: ci sono circa 1000 euro in primo grado; 1500 euro in appello. Poi ci sono le spese di segreteria e giudiziarie; poi la rivalutazione monetaria. Poi ci sono due Avvocati che seguono i due ricorsi dell'INPS e altri due Avvocati dei ricorrenti. Ogni sentenza definitiva puo' costare fino a 10.000 euro. Per cui solo in giugno con otto sentenze siamo vicini a circa 100.000 euro di "danni". Chi paga?

 Queste che seguono sono le 8 sentenze visibili sul portale della Corte dei Conti:

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